calzoni

I “Calzoni” (Gravina in Puglia)

I “Calzoni” (Gravina in Puglia)

Intervista a Eufemia Pipoli
Realizzata da Erica Pentimone

Buongiorno Eufemia.

Buongiorno. Arrivo adesso da fare la spesa. Ci mettiamo a preparare. Prepariamo i “calzoni di Gravina”.

A che ora si è svegliata stamattina?

Alle 5 mi sveglio, poi però mi alzo più tardi, altrimenti come si fa  dalle 5. Poi quelli del piano di sotto vengono con la mazza.

Solitamente si sveglia cosi presto?

Sì sì ormai.

La spesa dove l’ha fatta?

Da ‘Costantiello’. Il negozio di tutti i giorni.

Per quanto riguarda la carne… Ha una macelleria di fiducia?

No. Compro sempre tutto da lì. Ormai mi sono abituata.

 Quanto tempo impiega, solitamente, per preparare una buona pietanza?

Va via sempre, minimo un’oretta… Se vuoi preparare una cosa per bene, la devi curare.

Quando è nata la sua passione per la cucina?

Da sempre. Poiché avevo mia madre ammalata, ero io ad occuparmi di tutto. Ero la donna di casa. Mia madre è morta, che aveva appena 56 anni. Io ne avevo 15 e da piccola mi sono ‘rimboccata le maniche’.  Poi mi sono sposata…e figurati!

Ai suoi figli ha insegnato la passione per la cucina?

Sì! Di più a mangiare, che a preparare. Perché voi giovani di oggi non volete cucinare. Quindi quando trovate le pietanze già pronte è tutto buono, ma se dovete prepararle  preferite andare al ristorante.

Per quanto riguarda i suoi nipoti. A loro prepara sempre delle tipiche pietanze gravinesi?

Sì.

Le apprezzano?

Sì.

Quali ricette?

Niente di che.. basta fare anche  “u pignatidd” ( il pignatello) come dicevano in passato e già loro lo apprezzano. Oppure fave e funghi, anche le cose più semplici , come pasta e patate… i bambini l’adorano. Forse è il modo con cui vengono preparate, che porta ad apprezzarle.  Ovvero con amore.

A proposito della ricetta che ci prepara oggi. Chi gliel’ha insegnata?

Mia madre.

Come si svolgeva in passato la preparazione?

Ricordo come un flash che arrivato aprile, periodo della fiera di ‘ San Giorgio’, con mia madre andavamo a comprare il maiale piccolo, che per Natale diventava bello grande. Un mese o quindici giorni  prima veniva ucciso. Prima non c’era l’usanza di andare in macelleria e trovare la carne già uccisa e affettata , soprattutto  per i poveri. Così la carne veniva allevata in casa e c’era più abbondanza e a poco prezzo. Costate, pancetta ecc… si ricavavano dal maiale ed era festa grande.

A proposito di questa ricetta: ‘I calzoni di Gravina’, mi sa dire qual è l’ingrediente segreto per renderla al top?

L’ingrediente segreto che ci metto io è il limone grattugiato  con un po’ di cannella. Poi lo zucchero si aggiunge in base al gusto personale (più dolce o meno dolce). E poi l’uovo, che fa amalgamare dentro la ricotta, altrimenti la ricotta verrebbe fuori dall’impasto.

Bene. Adesso possiamo iniziare.

Certo. Incominciamo dalla spesa che ho fatto. Ricotta, le costate, le braciole (fettine) e la salsa. Ora ci vuole solo passione per fare bene il tutto. Altrimenti non avrebbe senso niente.

Quindi l’ingrediente segreto è la passione, l’amore nel preparare le cose.

Certo. Soprattutto quello, altrimenti non si va da nessuna parte senza passione.

Ok. Iniziamo.

related articles

</a>        </div><div id=

Libri

Cucine vicine

Privacy


Continuando a navigare su questo sito, dichiari di accettare i nostri cookie Maggiori informazioni

Le impostazioni dei cookie su questo sito sono settate su "permetto i cookie" per darti la migliore navigazione possibile. Se continui a usare questo sito senza cambiare le impostazioni oppure cliccando su "Accetto" stai dando il consenso.

Chiudi questa finestra